Sono sicura che molte di noi conoscono il brano di Proverbi 31 anche se non abbiamo mai studiato in profondità questo capitolo prima d’ora. Forse hai sentito parlare di come essere un “donna di Proverbi 31” o hai visto qualcuno sui social chiamarsi “prov31girl”. Oppure, per la Festa della mamma, hai visto dei bigliettini con alcuni versetti tratti da questo capitolo, esaltando le virtù e la bellezza di una donna, madre, moglie e figlia che vive nel modo che questo capitolo descrive.

E se non sei una moglie e neppure una madre? O magari lo sei ma è passato del tempo da quando qualcuno ha tessuto le tue lodi o ti ha chiamato ‘beata’.

Mi piacerebbe che considerassimo per un momento che c’è molto di più in questo brano che il riconoscimento di una donna per le sue relazioni, per le attività quotidiane, per quello che ha ottenuto nella vita o delle fasi che ha superato.

Forse sei una giovane che è ancora alle scuole superiori, anni luce dal pensarti moglie o madre. Questo brano ha comunque qualcosa da dirti.

O forse sei una donna ancora single che non pensava di arrivare ad esserlo o sentendo il peso di non avere ancora figli fra le tue braccia. Forse il periodo che stai vivendo non ti permette di iniziare una tua attività o forse non hai idea di come cucire un bottone su una camicia.

Sono sicura che puoi capire che Dio non vuole che leggiamo questo capitolo come una lista esaustiva di quello che ti rende una donna approvata e dal carattere nobile.

Quando leggiamo questo capitolo, Dio ci sta semplicemente illustrando come possiamo approfondire e scoprire che un carattere nobile assomiglia di più all’atteggiamento del cuore che a quello che pensiamo essere le pietre miliari della nostra vita o a tutte le azioni che possiamo compiere. Dato che è una questione di cuore, possiamo essere donne dal carattere nobile in ogni fase della nostra vita.

Una donna che teme il Signore… questo è l’inizio. Prima di capire cosa vuol dire temere il Signore, vediamo che la saggezza inizia a prendere forma nella nostra vita.

Il timore dell’Eterno inizia nel nostro cuore. Esso consiste nel provare riverenza e stupore verso il Dio che modella e guida il nostro modo di vivere in ogni ambito della nostra vita. Il timore dell’Eterno si riferisce al rispetto e all’onore verso Dio, all’ubbidienza alla Sua Parola, al vivere secondo le Sue vie e adorarlo con la nostra vita.

Quando capiamo chi è Dio, quando passiamo del tempo nella Sua Parola e cresciamo con la nostra relazione con Lui, esso sviluppa un desiderio reverenziale dentro di noi che sgorga nel naturale desiderio di piacere a Dio. Questo ci dà la comprensione e il discernimento sul fatto che le Sue vie sono più alte delle nostre, che le Sue vie sono perfette, che le Sue vie portano vita e ci guidano alla giustizia. Questo timore verso il Signore è veramente il principio e l’inizio della saggezza, del discernimento e della sapienza (Proverbi 1:7).

Ascoltiamo il Suo Spirito che vuole guidarci nelle nostre decisioni. Impariamo a gestire la relazione con i nostri cari. Siamo sagge con il nostro tempo e i nostri beni. Parliamo parole di vita, di gentilezza e di grazia. In questo modo la nostra vita inizia a prendere forma con un carattere nobile che ci rende integre e fa sì che il mondo inizi a vedere qualcosa di diverso in noi. Questo è quello che fa dire a coloro che ci circondano: “C’è qualcosa di differente in lei”… qualcosa di bello e attraente che va più in profondità della bellezza fisica o della realizzazione personale.

Temere il Signore permane in ogni dettaglio della nostra vita, sia il nostro cammino spirituale che nei dettagli pratici della nostra vita quotidiana e lo fa in modi bellissimi.

Questa è una vita meravigliosamente arresa a Dio: vivere il timore dell’Eterno in modo tale che le persone intorno a noi e coloro che ci osservano da lontano siano colpite dalla nostra vita e dal nostro amore e non possano fare a meno di dire: “Molte donne si sono comportate da virtuose, ma tu le superi tutte!“ (Proverbi 31:29).

Andrea